logo

ROLL CALL VOTES + AMs

 

Qui al Parlamento si sta riformando il regolamento parlamentare, ma come sempre nessuno vuole rinunciare ai propri privilegi, anzi... la maggioranza cerca di averne di nuovi. Il regolamento, che contiene le regole di funzionamento del Parlamento e fissa i diritti delle minoranze, è l’atto fondamentale dal quale dipende la vita democratica di questa istituzione.

La riforma in questione avrebbe potuto rappresentare il segnale dell’inizio di un cambiamento chiesto, a gran voce, da tutti i cittadini europei. Purtroppo, dopo due anni e mezzo di lavoro nel corso del quale ho presentato numerosissime richieste tutte puntualmente ignorate o rigettate, il risultato finale è del tutto insoddisfacente. Fra le altre cose, si è persa l’occasione di fissare regole chiare per definire, e così evitare, le situazioni nelle quali gli eurodeputati versano in conflitto di interesse.

Per me se una lobby ti paga centinaia di migliaia di euro in consulenze sei in palese conflitto di interesse ma per molti colleghi, anche italiani, non è così.

Inoltre, la riforma mira palesemente a ridurre i diritti delle opposizioni, imbavagliando e riducendo i diritti dei piccoli gruppi, così sancendo uno strapotere dei gruppi più grandi.
Il testo di riforma è infatti il frutto dell’accordo tra i due gruppi (PPE e S&D) della grande coalizione ed è entrato nel “mercato delle vacche” dei posti da assegnare nel corso del rinnovo delle cariche di metà mandato. Per di più, come accade in Italia, per far passare emendamenti (improponibili) anche qui si è tentato di far ricorso al cosiddetto “canguro” (qui lo chiamano “block vote”), cosa inaccettabile soprattutto quando sono in ballo le regole del gioco e per un’istituzione che si dichiara, almeno a parole, democratica.

Per questi motivi, nonostante pesanti pressioni subite dai grandi gruppi, ho ottenuto che diversi emendamenti fossero votati separatamente e che il voto avesse luogo per appello nominale.

La mia battaglia ovviamente non si ferma qui. 
Quando il testo arriverà in plenaria, il prossimo dicembre, riproporrò gli emendamenti già presentati in commissione e ci batteremo affinché si evitino i “canguri” e il numero maggiore possibile di voti avvenga per appello nominale. Non abbiamo ancora i numeri per fermare questa riforma scempio, ma almeno possiamo rendere il voto il più trasparente possibile.

Nelle foto potete trovare i risultati dei voti per appello nominale che ho richiesto in Commissione in un esercizio di trasparenza. Così potete verificare e valutare se chi si professa democratico a parole lo è anche nei fatti, soprattutto tra le fila del #PD.

#M5SUE #M5S #UE #Trasparenza


I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Ok