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Entra in crisi l’idea del turismo diventato settore industriale fondato su economie di scala e consumi di massa. 
La novità è costituita dal fatto che sempre di più sono gli individui ad organizzare da soli il proprio viaggio, rivolgendosi direttamente ai fornitori locali di ospitalità. 
Potrebbe essere questa l’occasione che l’Italia aspetta da tempo per riprendersi la leadership nel settore turistico? Visitatori e territori per interi decenni hanno subito le scelte di chi confezionava il “pacchetto completo” in cui il turista veniva controllato in ogni suo minimo spostamento: pochi luoghi da visitare in poco tempo. 


Il declino dell’Italia su questo fronte è dipeso da questo, il Paese con il maggior numero di siti #Unesco non ha mai pensato di doversi preoccupare di una dimensione artigianale quale elemento distintivo e importante valore aggiunto. Per l’Italia non subire più le scelte degli operatori che portano visitatori stremati a visitare grandi città d’arte e i soliti attrattori turistici in poche ore è fondamentale. 


Il turista va riportato in un’altra dimensione del viaggio, fatta di monumenti storici e artistici, maggiori e minori, ma anche naturali come la Costiera #amalfitana o gli altri splendidi paesaggi del nostro àPaese. Solo grazie alla cultura e alla natura l’Italia recupererà il proprio ruolo centrale nel settore turistico, ma è necessaria una strategia in cui si deve ridefinire il ruolo dello Stato, delle amministrazioni, in un programma di governo veramente lungimirante.


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