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Ridurre i tempi per l’accesso agli atti, regole precise sui resoconti, organi informali di controllo ed aggiornamento dei regolamenti. Sono queste le quattro proposte principali avanzate dai parlamentari olandesi, su cui converge anche il Movimento 5 Stelle, per aumentare la trasparenza del Consiglio dell’unione europea.

Senza trasparenza infatti non vi è democrazia e i cittadini non possono né controllare l’operato dei governanti né prendere parte ai processi decisionali.

Le proposte sono state presentate durante un incontro organizzato da alcuni parlamentari olandesi, in seno alla cosiddetta COSAC (Conferenza degli organi specializzati in affari comunitari), con lo scopo di costituire una coalizione volta a rendere più trasparente l’Unione europea.

Il Consiglio, che di fatto è il vero organo decisionale dell’Unione europea, non garantisce il necessario livello di trasparenza, non avendo adottato le misure necessarie per garantire una facile, piena e puntuale accessibilitàai propri documenti legislativi come previsto dopo il Trattato di Lisbona.

Tutti ricordano le parole di Varoufakis che si lamentava della scarsa trasparenza dell’Eurogruppo, che non essendo formalmente un organo del Consiglio era, e continua ad essere, completamente slegato da qualsiasi regola di trasparenza. Si pensi inoltre a forme ibride e intergovernative usate nel corso della crisi bancaria come il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), noto anche come Fondo salva Stati: in che modo viene esercitato il controllo democratico di un simile organismo?

 

Queste in sintesi le proposte avanzate dagli olandesi per rendere il Consiglio più trasparente:

1)Il Consiglio, ai sensi del regolamento 1049/2001 relativo all’accesso del pubblico ai documenti, dovrebbe sistematicamente rendere i propri documenti pubblici senza ritardo;

2) Il Consiglio dovrebbe adottare regole specifiche e dettagliate riguardanti i resoconti delle proprie deliberazioni legislative, che allo stato attuale sono molto opachi;

3) Organi informali, ma molto influenti alla luce delle decisioni che assumono, dovrebbero essere formalizzati in modo tale che il regolamento 1049/2001 possa applicarsi;

4) Si dovrebbero riaprire le negoziazioni riguardanti il regolamento 1049/2001 al fine di aggiornare tale importante strumento legislativo.

 

All’evento ha preso parte anche un rappresentante del Consiglio, aspetto eccezionale visto che di solito tale Istituzione diserta questi appuntamenti. Come è stato infatti sottolineato oltre ai doverosi cambiamenti normativi e procedurali, ciò che conta è il cambiamento culturale. E’ necessario un cambio di paradigma secondo il quale la trasparenza (e quindi la pubblicazione di tutti i documenti) dovrebbe essere la regola generale e solo in casi eccezionali e motivati si dovrebbe deviare da tale regola.

Come noto, mi sono battuta per la trasparenza dei triloghi e dei rapporti con i lobbisti, per la risoluzione dei conflitti di interesse e, attualmente, sto seguendo l’aggiornamento del Registro di Trasparenza.

Serve un cambiamento netto a livello europeo e nazionale. Le cose stanno iniziando a muoversi e se il MoVimento 5 stelle andrà al governo in Italia, ci batteremo con ancora più forza affinché la trasparenza anche a livello europeo venga incrementata.


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