logo

 

 

PER VEDERE IL VIDEO INTEGRALE DELL'EVENTO

RIPARTIAMO DALLA TERRA:

Agricoltura, Territorio, Cultura, Salute

Made in Italy tra benessere dei consumatori e concorrenza sleale

 

Da anni il settore agricolo si trova a combattere una battaglia contro la concorrenza sleale che, a causa della globalizzazione e del mancato rispetto di regole comuni, non conosce più confini. Dal latte alle arance siciliane, ma anche i pomodori, il grano, l’olio d’oliva sono sotto attacco delle politiche comunitarie e delle distorsioni di mercato.Spesso parliamo di prodotti che arrivano da Paesi dove è previsto l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa.

La recente ratifica, da parte del Parlamento europeo, del CETA, il trattato di libero scambio con il Canada, rende poi d’obbligo una riflessione ancora più approfondita sui pericoli ai quali andiamo incontro, e su come proteggere la nostra economia e la nostra salute. E’ evidente che il caso esemplare dell’importazione di grano duro da paesi extracomunitari (ma, in alcuni casi specifici, anche comunitari) ha generato una catena di ripercussioni devastante.  Da una parte, infatti, la nostra economia rischia di subire fortissime ripercussioni sulla formazione del prezzo del grano, dall'altra la salute di tutti noi può essere gravemente compromessa dal consumo di un prodotto non di qualità contenente residui chimici, micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge.

Le importazioni selvagge, l’italian sounding e la scarsa trasparenza nelle etichette restano nodi irrisolti. Ma la domanda sostanziale da porsi è la seguente: come si riflette questa situazione sulla salute dei consumatori?

La battaglia che vede soccombere il grano duro italiano - con conseguenze ben visibili in regioni come la Puglia o la Sicilia in primo luogo - assurge ad emblema della scarsa capacità delle istituzioni europee di tutelare la nostra economia, i nostri imprenditori e la nostra salute.

Sul versante della denuncia e del controllo, risulta determinante il contributo che conferiscono all’analisi della situazione associazioni come “Grano Salus”, da sempre schierata in prima fila a difesa dei produttori e dei consumatori di grano e derivati.

Di fronte a queste prospettive e a un mercato meno protetto rispetto al passato, l’agricoltura italiana fatica ad essere competitiva sul piano dei costi di produzione per un mercato di dimensioni mondiali e vittima di concorrenza sleale. Non c’è più tempo da perdere: vanno resi finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero, per far conoscere ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri affinché vi sia un acquisto realmente consapevole; vanno avviati dei processi di qualificazione imprenditoriale che consentano, a coloro che sono in grado di ottenere prodotti di qualità, di riuscire a collocarli adeguatamente sul mercato; vanno infine create le premesse per una politica di sviluppo che, partendo dall’agricoltura, riesca ad estendersi alla varietà delle risorse presenti sul territorio. Parliamo di risorse naturali, storico-artistiche e socio-culturali che in sinergia possono realmente attivare processi di sviluppo fondati sulla valorizzazione, soprattutto turistica, delle aree interessate. Va ridisegnata un’idea di sviluppo che valorizzi le produzioni e le situazioni sulle quali si possono cogliere le opportunità date da questa apertura di mercato, puntando in primis sulla qualità e sulla sostenibilità.

Il workshop che abbiamo deciso di organizzare in Puglia – a Foggia – trae spunto proprio dall’urgenza di avviare una riflessione a più voci sulla situazione che si è venuta a determinare. Occorre provare ad individuare strategie da mettere in campo per far sì che la terra torni ad esser la base da cui far ripartire la nostra economia, come la tutela delle filiere agroalimentari di qualità proprio perché incontaminate, in grado, cioè, di opporsi alla pervasività di sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente.

Si può partecipare al convegno previa registrazione al link seguente: https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/RipartiamodallaTerra

Per maggiori informazioni:

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel.: +32 (0)2 4857714

 

 


I cookie rendono più facile per noi fornirti i nostri servizi. Con l'utilizzo dei nostri servizi ci autorizzi a utilizzare i cookie.
Ok