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ECCO LA MIA RISPOSTA SUL TEMA A PHILIPPE DAVERIO

 

L'Italia, lo sappiamo bene, potrebbe rilanciarsi anche grazie alle proprie eccellenze artistiche e culturali, ma troppo spesso trascura i suoi tesori; è un enorme museo diffuso dotato di un patrimonio invidiato da tutto il mondo ma che, purtroppo, non è valorizzato, conservato in modo opportuno e troppo spesso lasciato nell’incuria. In questo Paese, per mancanza di investimenti pubblici e anche privati, non si riescono a garantire, in diversi casi, nemmeno i servizi essenziali di adeguata conservazione delle opere e di apertura al pubblico. Che fare?

Va innanzitutto messa a punto una nuova realtà capace di contemperare punti di forza e criticità del pubblico e del privato, incentivando una rinnovata cultura del mecenatismo a lungo termine. E L’Europa? Certamente la capacità di intercettare fondi europei va potenziata al massimo ma l’Europa spesso sembra non voler investire su azioni veramente concrete destinate alla cultura. Per il 2018, l’anno europeo del Patrimonio, verranno stanziati 8 milioni di euro che verranno spesi esclusivamente in attività di comunicazione. Alla mia proposta di mettere a disposizione dei fondi per i beni culturali danneggiati da calamità naturali ho ricevuto un chiaro e tondo no. 8 milioni di euro per azioni concrete per la tutela del patrimonio europeo sono certamente pochi, ma sono tantissimi per quello che di fatto risulta un grande spot pubblicitario! Se l’Europa per prima non investe concretamente in cultura, quale messaggio vorrà lanciare per l’anno europeo del patrimonio?

 


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